Bollo Cambiale – In Cosa Consiste e Come Calcolarlo

Il bollo della cambiale non è altro che una marca da bollo, un contrassegno telematico, che deve essere apposta sulla cambiale, affinché il titolo possa circolare in piena regola. La mancata apposizione dell’imposta di bollo non determina la nullità della cambiale, ma ne pregiudica l’esecutività, nel senso che nei casi di inadempienza del debitore, il beneficiario non potrà rendere esecutiva la cambiale, sebbene ciò debba essere riconosciuto con una sentenza del giudice.

Dunque, è essenziale che la marca da bollo sia pagata, altrimenti si rischia di avere in mano un titolo di credito non esecutivo, quindi, non si è garantiti da una possibile inadempienza del debitore.

Le cambiali sembravano essere cadute in disuso, ma negli ultimi anni si è registrato un boom del loro uso, probabilmente a causa della crisi, che spinge più italiani a fare affidamento ad operazioni di credito tra privati. Nel triennio 2009-2011 si è avuta una crescita del 40% del numero delle cambiali sottoscritte, nel 2012 sono state emesse 550 mila cambiali per un valore complessivo di 135 milioni, seppure in calo dai 140 milioni complessivi dell’anno precedente.

Esistono due tipi di cambiale: il pagherò o vaglia cambiario e la cambiale tratta. Nel primo caso, il titolo consiste in un documento, con il quale l’emittente si obbliga a pagare una certa cifra a una certa data, in favore di un beneficiario. Nel caso di una cambiale tratta, i soggetti sono tre: il traente, colui che emette la cambiale; il trattario, colui che deve pagare la cifra indicata; il beneficiario, colui che riceve la somma e che può anche coincidere con la figura del traente.

Dal titolo non emerge il rapporto sottostante tra le parti (astrattezza), mentre esiste una serie di adempimenti formali da compiere per evitare che il titolo sia inficiato nella sua esecutività. Bisogna indicare il nome del traente, il luogo e la data dell’emissione, del beneficiario, del trattario (nella cambiale tratta), la data del pagamento (può essere a giorno fisso, a vista, a certo tempo a vista, a certo tempo data), deve riportare il luogo dove verrà effettuato il pagamento (in mancanza si presume che sia il domicilio del trattario o il luogo di emissione del titolo), deve riportare la dicitura (l’impegno a pagare o l’ordine incondizionato a pagare), la firma dell’emittente per i pagherò o del traente per le cambiali tratte.

La cambiale può anche essere redatta su carta semplice, in qualità di promessa di cambiamento, ma non potrebbe godere, in questo caso, del valore esecutivo, perché non si potrebbe apporre la marca da bollo, necessaria allo scopo.

In entrambi i casi, si tratta di titoli di credito, con cui un soggetto è obbligato a pagare una cifra a un altro soggetto beneficiario. La differenza tra i due tipi di cambiale rileva anche ai fini del pagamento dell’imposta di bollo. Essa è dovuta nella misura dell’11 per mille della somma indicata nelle cambiali del tipo “pagherò” o vaglia cambiario; del 12 per mille per le cambiali tratte. La marca da bollo deve avere valore minimo di 0,50 euro.

Ai fini del calcolo dell’imposta, è necessario arrotondare all’euro superiore la cifra indicata sulla cambiale e a sua volta bisogna arrotondare per eccesso anche l’importo dovuto per l’imposta.

Facciamo un esempio: Tizio promette a Caio di pagargli 10.000 euro in data 15/05/2015. Si tratta di un “pagherò”, per cui vi si applica una marca da bollo dell’11 per mille, ovvero pari a 110 euro.

Se Tizio invita Caio a pagare a Sempronio 10.000 euro in data 15/05/2015, si ha una cambiale tratta, su cui si applica un’imposta del 12 per mille. In questo caso, quindi, bisognerà pagare 120 euro.

Attenzione, quindi, a capire quale tipo di cambiale si ha in mano, perché si rischia altrimenti di non assolvere all’adempimento previsto per legge e di trovare, sebbene in buona fede, con un titolo non esecutivo, a causa dell’irregolarità commessa in fase di apposizione del bollo.

La marca da bollo deve essere acquistata presso le tabaccherie, ovvero i rivenditori autorizzati dal Monopolio di Stato. Il rivenditore deve stampare tante marche da bollo, fino a quando non sarà raggiunta la cifra necessaria all’assolvimento dell’imposta dovuta. Si tenga presente che coloro che vendono valori bollati sono proprio coloro titolati anche a vendere le cambiali.

I bolli supplementari devono essere annullati, con timbro e data, presso gli Uffici del Registro (gratuitamente) o gli uffici postali (apponendovi anche un francobollo di 0,10 euro), ma ciò deve avvenire prima della data di emissione e la cambiale non deve essere firmata.

Ovviamente, se si supera la cifra dovuta per il pagamento dell’imposta, il titolo resta esecutivo, mentre così con è quando il pagamento avviene in difetto. In quest’ultimo caso, nemmeno la banca accetterà la cambiale per effettuare lo sconto.

Con il pagamento dell’imposta, invece, il titolare potrà escutere i beni del debitore, o tramite il pignoramento o con la vendita all’asta.

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