Come Compilare una Cambiale

In questa guida spieghiamo come fare la compilazione di una cambiale.

La cambiale è un titolo esecutivo, che consiste in un documento con il quale un debitore s’impegna a pagare una certa somma a una certa data in favore di un creditore. Vediamo adesso come si compila una cambiale e le principali caratteristiche.

Per prima cosa vanno inseriti la data e il luogo di emissione della cambiale. Successivamente, va inserita la cifra, sia in lettere che espressa in cifre. Nel caso di somme rilevanti, prima e dopo la cifra vanno inseriti i cancelletti. Ad esempio #25.000#. In caso di discordanza tra l’importo indicata sotto forma di cifra e quello espresso in lettere, prevale quest’ultimo.

La scadenza di pagamento può essere di diverso tipo. A giorno fisso, quando viene indicata la data in cui deve avvenire il pagamento (pagherò il 10 marzo); a vista, quando la somma va pagata al portatore, quando questi si presenterà al cospetto del creditore; dopo un certo lasso di tempo (a tre mesi dalla presente data), ovvero fa fede la data di emissione; a certo tempo vista, quando è passato un certo periodo di tempo dalla data di accettazione o dalla levata del protesto.

L’ordine di pagamento è diverso, a seconda che si tratti di una cambiale tratta o di un vaglia cambiario. Nel primo caso si dovrà scrivere una dicitura del tipo “pagherete”, nel secondo del tipo “pagherò”.

Il beneficiario della cambiale è colui che avrà il diritto alla riscossione della somma indicata nel titolo e il portatore dello stesso. Egli potrà attendere la scadenza per riscuotere il denaro, oppure potrà girare a terzi la cambiale. Inoltre, potrà portarla in banca, scontandola, ovvero facendosi consegnare il denaro prima della scadenza, con l’istituto che tratterrà una percentuale della somma, sulla base del lasso di tempo intercorrente tra la data dello sconto dell’effetto e quella della scadenza, a titolo di commissione e di interesse su quello che può essere considerato a tutti gli effetti un finanziamento, sotto forma di anticipo. Il beneficiario può essere sia una persona fisica che una persona giuridica.

Quanto alla domiciliazione della cambiale, essa può essere il domicilio del debitore o la sede della banca, dove sarà effettuato il pagamento.

Dati del debitore: vanno inseriti il nome, il cognome e gli altri estremi identificativi, come la data e il luogo di nascita e l’indirizzo di residenza, del debitore.

Attenzione alla firma. Nella cambiale tratta e nel pagherò, colui che firma è obbligato al pagamento della somma indicata nel titolo. Pertanto, prima di firmare una cambiale bisogna fare attenzione ad avere compreso a cosa si vada incontro.

Nella cambiale possono trovarsi i nomi di eventuali avallanti, ossia di coloro che danno il loro avallo, a garanzia del pagamento del debito contratto dall’obbligato.

Inoltre, sul retro della cambiale può essere effettuata la girata, ossia il trasferimento del credito a un altro soggetto, che deve sempre essere per l’intero importo e senza la previsione di alcuna condizione a subordine. La girata può essere a pieno o in bianco. Nel primo caso, si ha l’indicazione dei dati relativi al soggetto beneficiario, nel secondo non si indica alcun nome, per cui la cambiale può anche essere considerata al portatore.

Affinché la cambiale abbia validità legale, è necessario che essa contenga la denominazione di “cambiale”, che preveda la promessa incondizionata di pagare (pagherò) o un ordine incondizionato (tratta) di pagare una certa somma; che vi siano anche gli altri dati sopra indicati, ad eccezione dell’avallo, che può non esserci.

Dove si possono comprare le cambiali? E’ una domanda che molti si pongono. La cambiale può essere acquistata nei negozi, dove si vendono valori bollati, essenzialmente nelle tabaccherie e nelle ricevitorie. Attenzione, però, a comprare la cambiale corretta, perché sulla base della somma da riportare va apposta anche le relativa imposta di bollo. Se ciò non avviene o se l’imposta di bollo risulta versata in misura inferiore a quella dovuta (12 per mille della somma per la cambiale pagherò e l’11 per mille per quella tratta), la cambiale resta valida, ma non esecutiva, nel senso che nel caso di inadempienza del debitore, il beneficiario non ha titolo per fare valere i suoi diritti, anche se ciò dovrà essere deciso da un giudice.

Nel caso di mancato pagamento nei termini indicati, il beneficiario può chiedere al notaio o a un altro pubblico ufficiale la levata del protesto entro i due giorni feriali successivi alla scadenza. Ciò assegna a colui che ha emesso la cambiale un tempo di 10 giorni per effettuare il pagamento, inclusi gli interessi e le spese di recupero, successivamente ai quali, se l’inadempienza prosegue, l’obbligato sarà segnalato al Crif come protestato.

Nel caso in cui, invece, per una qualsiasi ragione, la cambiale non può essere fatta valere come titolo esecutivo, il creditore potrà chiedere al giudice di emanare un decreto ingiuntivo contro l’obbligato. E se non si ha nemmeno la possibilità di chiedere il decreto ingiuntivo, si può ricorrere al processo civile.

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