Mancato Pagamento di una Cambiale – Informazioni sulle Conseguenze

Chi ha firmato una o più cambiali per l’ottenimento di un prestito dovrebbe sapere che la legge fissa alcune conseguenze anche immediate nei casi di inadempienza di una rata. Vediamo adesso cosa potrebbe accadere in caso di mancato pagamento di una cambiale.

Se una cambiale non viene pagata, il creditore ha diritto di rivolgersi entro le 48 ore dalla scadenza della stessa a un pubblico ufficiale, un notaio o più raramente al segretario comunale (quest’ultimo, nei casi di indisponibilità o assenza sul comune di riferimento di un notaio o di un altro pubblico ufficiale) per la cosiddetta levata del protesto.

Il protesto non è altro che un avviso che il creditore invia al debitore inadempiente tramite un suo rappresentante legale, con il quale gli rende presente le conseguenze a cui egli andrà incontro nel caso in cui non provvederà a saldare il pagamento entro i successivi 10 giorni. La legge stabilisce che il debitore dovrà anche provvedere al pagamento degli interessi, che scattano dalla data della scadenza non onorata e alle spese legali, generalmente pari al 10% dell’importo della cambiale saltata.

Qualora siano trascorsi i suddetti 10 giorni, senza che il debito sia stato onorato, si avrà diritto a rivolgersi al giudice per l’escussione dei beni del debitore, fino al soddisfacimento integrale del credito vantato, comprensivo degli interessi e delle spese legali. L’escussione avviene regolarmente con la vendita all’asta da parte del giudice del bene o dei beni del debitore inadempiente.

Un aspetto non meno importante della vicenda è dato dalla pubblicizzazione del protesto. Il notaio o il pubblico ufficiale che ha effettuato la levata potrà comunicare alla Camera di Commercio territorialmente competente l’inadempienza del debitore, il cui nominativo sarà reso pubblico attraverso il registro online, in modo che eventuali terzi che abbiano a che fare con esso possano venire a conoscenza dell’inaffidabilità del soggetto. La pubblicità del protesto funge da deterrente, perché di fatto taglia il protestato fuori dai rapporti di credito con altre potenziali controparti.

Da notare, infine, che la procedura sin qui descritta sia quella da seguire se si ricorre al protesto entro le 48 ore dalla scadenza della cambiale non onorata. Ciò non significa che oltre tale termine la cambiale non sia più esigibile, in quanto lo sarà fino a 3 anni successivi dalla data della scadenza. Tuttavia, dopo i due giorni bisognerà fare ricorso a un’altra procedura, ossia ci si potrà rivolgere al giudice e si potrà contestare l’indebito arricchimento. Risulta essere ovvio, però, che la prima procedura è quella più immediata e consigliabile, nei casi di inadempienza del debitore.

Proudly powered by WordPress and Sweet Tech Theme