Cambiale Pagherò

Le cambiali sono titoli esecutivi, che consistono in un credito vantato dal possessore del documento, il quale avrà il diritto di escutere i beni del debitore inadempiente, sempre che siano stati soddisfatti tutti i criteri previsti dalla legge.

Esistono due tipi di cambiale, la cambiale tratta e i pagherò. I pagherò sono titoli, nei quali è contenuta la promessa di un individuo di pagare a una certa data un determinato beneficiario. Questo è il possessore della cambiale.

La sostanziale differenza con le cambiali tratte sta tutta qui, in queste, vi è indicato l’ordine impartito da un soggetto “traente” a un soggetto debitore o “trattario” di pagare incondizionatamente per lui una certa somma a un beneficiario, colui che possiede il documento. Questa figura, in questo caso, potrà anche coincidere con quella del traente.

compilazione cambiale

Dunque, sia nei pagherò che nelle cambiali tratte esistono almeno due soggetti, colui che deve pagare e colui che riceverà il pagamento. Entrambi i documenti sono soggetti all’osservazione di requisiti formali, la cui assenza determina il venire meno dei diritti vantati.

Per esempio, vanno indicati gli estremi identificativi sia del soggetto tenuto a pagare e sia del beneficiario. Va espressa in lettere e in cifre la somma da pagare al beneficiario e in caso di discordanza prevale la scrittura in lettere. Il titolo deve contenere la dicitura “cambiale”. Va espressa la data in cui deve realizzarsi il pagamento, che può essere di diverso tipo. Le cambiali a giorno fisso indicano una data esatta, quelle a certo tempo data fanno riferimento a un periodo a decorrere dalla data di emissione, quelle a certo tempo vista, a decorrere da un periodo di tempo indicato dalla data di accettazione o dal protesto, le cambiali a vista all’atto di presentazione del creditore, ma entro un anno dalla data di emissione del titolo.

Va anche riportato il luogo in cui avverrà il pagamento, che può essere il domicilio del debitore o una banca. In quest’ultimo caso, la cambiale si dice “domiciliata”. Accade così che un istituto “sconti” l’effetto cambiario al creditore, il quale potrà incassare la somma in anticipo rispetto alla scadenza, visto che la banca gli ha nei fatti erogato prima la somma indicata, concedendogli un finanziamento dietro il pagamento di un compenso, in funzione percentuale dell’anticipo avvenuto.

Infine, la cambiale deve riportare la firma del trattario, il quale così diventa obbligato, considerandosi accettato l’onere del pagamento verso il beneficiario.

Non è tutto. Sulla cambiale deve anche essere apposta una marca da bollo, il cui importo si differenzia un po’, a seconda che si tratti di un pagherò o di una tratta. Nel primo caso, l’imposta versata non deve essere inferiore all’11 per mille della somma indicata sul titolo, nel secondo caso al 12 per mille.

Questo requisito è essenziale, perché in assenza del pagamento con marca da bollo o in presenza di un versamento insufficiente, rispetto a quello indicato dalla legge, il titolo non sarà esecutivo, pur restando valido, nel senso che il creditore non potrà escutere i beni del debitore in caso di sua inadempienza. A tale proposito, però, la non esecutività va rilevata dal giudice.

Altro aspetto comune tra i due tipi di cambiale è la girata, ovvero l’atto con cui il creditore “gira” il credito a un terzo soggetto. La girata avviene apponendo la propria firma dopo avere scritto sul retro del titolo qualcosa come “E per me pagate al Signor…” + il nominativo del nuovo possessore del titolo. Può accadere anche, però, che non venga indicato alcun nome del nuovo giratario. In questo caso, la girata si definisce in bianco e la cambiale si trasforma in un titolo al portatore.

Sia nei pagherò che nelle cambiali tratte, cosa accade se il debitore non adempie all’onere alla data indicata o entro il termine previsto? Il titolo, dicevamo, è esecutivo, quindi, il creditore ha la possibilità di rivolgersi a un ufficiale giudiziario (notaio, in casi particolari anche il segretario comunale), il quale intimerà al debitore di procedere al pagamento del dovuto entro i 10 giorni successivi, altrimenti andrà incontro al protesto della cambiale, cioè all’atto con cui il suo nominativo viene segnalato sia al Crif (Centrale Rischi) che all’ufficio territorialmente competente della Camera di Commercio, nonché alla Banca d’Italia.

Qualora il debitore non paghi nemmeno entro la nuova scadenza, oltre alle citate conseguenze, il creditore avrà titolo per chiedere al giudice l’escussione dei suoi beni fino al soddisfacimento del credito, attraverso la vendita all’asta.

Sia nella cambiale pagherò che in quella tratta si può avere la figura dell’avallante, il quale con l’apposizione della sua firma in basso al centro del titolo garantisce il creditore per il saldo del pagamento. L’operazione dell’avallo è del tutto simile a quella della fideiussione per i prestiti, distinguendosi solamente per il dato formale, in base al quale la garanzia rimane anche nel caso di decadenza del credito sottostante.

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